Pasqua con chi vuoi, ma a tutte le età?

“Vecchiaia e saggezza non sono sinonimi. L’una è inevitabile, l’altra è meritoria”

La Pasqua è la festività cristiana per eccellenza. Quella in cui si dovrebbero aprire le porte delle proprie case e del proprio cuore per festeggiare con amici e familiari la risurrezione di Nostro Signore e, più in generale il sereno dopo lunghe giornate buie. Ma non è sempre così, perché chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane, anche se in questo caso sarebbe più appropriato parlare di dentiera. Infatti, a ogni festività ci sono nonni dimenticati e nonni che si dimenticano. Non tanto dei nipoti, in fondo quelli sono consanguinei di seconda generazione, quanto dei figli: sono loro diretta generazione e discendenza. E il fatto che agli anziani vada portato rispetto non li rende immuni dall’errore perché saggezza e vecchiaia non sono sinonimi. 

Se alla vecchiaia si ha diritto di nascita, la saggezza uno se la deve sudare nell’arco della propria vita. Ora, ci sono nonne che aspettano solo di essere invitate a casa del figlio/a per passare le feste e nonne che rifiutano l’invito anche poco cortesemente, trattando i figli come taxi driver e niente più. Noi nipoti siamo lontani di prospettive e legami di sangue, ma forse proprio per questo abbiamo la lucidità di capire: non possono esistere figli di serie A e di serie B. Logora l’animo, indebolisce il cuore. Rifiutare costantemente l’invito di un figlio per un altro o, peggio ancora, per stare da soli, è devastante alla lunga e se un nipote può arrivare a fottersene un figlio ne soffrirà ogni volta.

Quindi cari nonni aprite le porte del vostro cuore ai vostri figli, a tutti loro. E cari nipoti meditate, fate tesoro dell’insegnamento perché sarete padri e madri e nonni. E sforzatevi di essere migliori.

matteo losa breton

Buona Pasqua a chi la festeggia con me.

ML