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Le battaglie non le vinci mai. Al massimo sopravvivi.

– Ex Marine di ritorno in patria –

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Nella quotidianità al momento delle presentazioni finiamo inesorabilmente a definirci per titoli e certificazioni. E in questo caso di me potrei dire: “Giornalista, conoscenza dell’inglese, cristiano cattolico e reduce del cancro”. Ma nel mondo dei libri, e sì sono uno scrittore, esiste qualcosa di magico, intrinseco al protagonista che lo definisce meglio di quanto possa mai fare qualsivoglia etichetta sociale. È  il character, ovvero la sua essenza. La sua vera natura.

Clark Kent non è un giornalista. È l’Uomo d’acciaio.

Ecco, io preferisco questo tipo di presentazioni, perché non è tanto l’essere giornalista che m’importa di me quanto essere un uomo d’acciaio. Sono uno che sa incassare, colpi più che quattrini, che ha ricevuto tante bastonate dalla vita ma si è sempre rimesso in piedi. E ricaduto, e rialzato. Caduto e rialzato e così via. Sono un footLooser, un tipo che a calcio perde spesso ma non ha paura di riprovare a vincere e, si sa, nella vita sei come in campo. Vado per la mia strada, non importa se ogni tanto cado sconfitto. Perché la verità è che in guerra non c’è mai vincitore o vinto e le battaglie non le vinci mai. Al massimo sopravvivi.
ML